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Institute of Italian Culture

A Day in the Institute of Italian Culture

 

OldNYC photo 1930’s

 

OldNYC photo 1930’s

                      OldNYC photo

 

I remember the day that I visited the Italian culture institute for the first time. It was actually a in class activity for my Italian class. I must say that as an Italian I felt pride. All the activities and services they offer for those that want to learn about our culture , are amazing.  The art showings, the plays they perform, the classes they teach, and all other activities for both Italian and Americans that are interested in the Italian culture. We visited the art show, and that was my favorite part. The small institute gallery was filled with authentic, modern art, created by Italians all over the world. The main topic of the art show was art made out of different material from earth. Sculptures made out of plastic, wood, paper and metal, and some of them simply draw with a fine point pen. It was such an authentic art show and I was very pleased for the tour they offered us. In addition to the art showing, they gave us a tour to the institute library. It contained so much Italian literature, history books, encyclopedias and more that made my heart raise. As an Abruzzese, they personally showed me a history book of my region, Abruzzio, which made my heart melt. Everyone was so welcoming and knowledgeable, they offered us all their services, spoke to us about the programs they offer as the Italian classes and the scholarships that are so useful for us as students. Also they invited us to go anytime and use the library, which is at our disposal for any research that involves Italy.

Having visited the institute i was very intrigued by the history of the place and how it became the wonderful institute that it is today. There is not an intense amount of information about the history of the institute or who decided to put it together, but according to both  official websites of the institute and consulate, the building where the institute is located at the moment was acquired in the aftermath of the First World War. Originally the Consulate General of Italy in New York was located in the Rockefeller Center, according to the plan of the owner who had appointed a number of sections for the representation of the winners of war. Along Fifth Avenue it is still possible to read the inscription “Italy” on one of the four buildings that makes up the facade of The Rockefeller Center, where for a long lapse of time remained affixed with the fascism’s emblem (Fascio Littorio), now removed, and where you can admire the door of the Italian sculptor Pio Manzù.  The institute of Italian culture was founded  in 1961, an office of the Italian government, dedicated to the promotion of Italian language and culture in the United States through the organization of cultural events.  Under the guidance of its trustees at the Ministry of Foreign Affairs, its advisory board, and its staff, the Italian Institute of Culture of New York conforms to this commitment by fostering the cultural exchange between Italy and the US in a variety of areas, from the arts to the humanities to science. The origins of the Istituto Italiano di Cultura of New York date back to 1956 when an information agency on Italy and Italian culture operated out of the Italian Consulate. In 1958, when the Italian government acquired the building at 686 Park Avenue (adjacent to the Italian Consulate building), the Agency moved into the new prestigious office, and in 1961 Istituto Italiano di Cultura was opened.

According to the official website of the institute, the Italian Cultural Institute of New York focuses on the development of initiatives aimed at showcasing Italian excellence in various fields, such as science, technology, the arts and design. The development of academic exchanges, the organization and support of visual arts exhibitions, the grants for translation and publication of Italian books, the promotion of Italian studies, and the cooperation with local institutions in planning various events that focus on Italian music, dance, cinema, theater, architecture, literature, philosophy etc., are just a few examples of the Institute’s initiatives.  In conclusion, the Italian Cultural Institute of New York provides an “open window” on the cultural and social aspects of past and current Italy.  Knowing everything that the institute offers, makes me think of myself as a lucky person for being able to have visited such a entertaining place, and as an Italian i feel even more lucky to see how admired we are in the United States for our culture, our language, our history and our talented people. Proud is the word that i would use to express how i felt after leaving this incredible place and after admiring the talent of those from my home country. 

https://goo.gl/images/gmjUhx

By: Johana Ciprietti

 

By: Johana Ciprietti

 

Un giorno all’Istituto Italiano di cultura

 

Ricordo il giorno in cui ho visitato per la prima volta l’istituto italiano di cultura. In realtà era un’attività in classe per la mia classe di italiano. Devo dire che come italiana ho sentito orgoglio. Tutte le attività e i servizi che offrono a quelli che vogliono conoscere la nostra cultura sono incredibili. Le proiezioni d’arte, le rappresentazioni teatrali c he svolgono, le lezioni che insegnano e tutte le altre attività sia per gli italiani che per gli americani che sono interessati nella cultura italiana. Abbiamo visitato la mostra d’arte, e quella era la mia parte preferita. La piccola galleria dell’istituto era piena di autentica arte moderna, creata da italiani in tutto il mondo. Il tema principale della mostra era l’arte fatta di materiali diversi dalla terra. Sculture realizzate in plastica, legno, carta e metallo, e alcune di esse semplicemente disegnate con una penna a punta fina. È stata una mostra d’arte così autentica e sono stato molto contento per il tour che ci hanno offerto. Oltre alla mostra d’arte, ci hanno fatto visitare la biblioteca dell’istituto. Conteneva così tanta letteratura italiana, libri di storia, enciclopedie e altro che mi fece alzare il cuore. Come Abruzzese, mi hanno mostrato personalmente un libro di storia della mia regione, Abruzzo, che mi ha fatto sciogliere il cuore. Tutti erano così accoglienti e competenti, ci hanno offerto tutti i loro servizi, ci hanno parlato dei programmi che offrono come le classi italiane e le borse di studio che sono così utili per noi come studenti. Inoltre ci hanno invitato ad andare in qualsiasi momento e utilizzare la biblioteca, che è a nostra disposizione per qualsiasi ricerca che coinvolga l’Italia.

Avendo visitato l’istituto ero molto incuriosita dalla storia del luogo e da come è diventato il meraviglioso istituto che è oggi. Non c’è un’enorme quantità di informazioni sulla storia dell’istituto o chi ha deciso di metterlo insieme, ma secondo entrambi i siti ufficiali dell’istituto e del consolato, l’edificio in cui si trova l’istituto al momento è stato acquisito all’indomani del la prima guerra mondiale. Originariamente il Consolato Generale d’Italia a New York era situato nel Rockefeller Center, secondo il piano del proprietario che aveva nominato un certo numero di sezioni per la rappresentazione dei vincitori della guerra. Lungo la Fifth Avenue è ancora possibile leggere l’iscrizione “Italia” su uno dei quattro edifici che compongono la facciata del Rockefeller Center, dove per un lungo lasso di tempo è rimasto apposto l’emblema del fascismo (Fascio Littorio), ora rimosso e dove è possibile ammirare la porta dello scultore italiano Pio Manzù. L’istituto culturale è stato fondato nel 1961, un ufficio del governo italiano, dedicato alla promozione della lingua e della cultura italiana negli Stati Uniti attraverso l’organizzazione di eventi culturali.Le origini dell’Istituto Italiano di Cultura di New York risalgono al 1956 quando un’agenzia di informazioni sull’Italia e sulla cultura italiana operava dal consolato italiano. Nel 1958, quando il governo italiano acquisì l’edificio a 686 Park Avenue (adiacente all’edificio del Consolato Italiano), l’Agenzia si trasferì nella nuova prestigiosa sede e nel 1961 fu aperto l’Istituto Italiano di Cultura.

Secondo il sito web ufficiale dell’istituto, l’Istituto Italiano di Cultura di New York si concentra sullo sviluppo di iniziative volte a mostrare l’eccellenza italiana in vari campi, come la scienza, la tecnologia, l’arte e il design. Lo sviluppo degli scambi accademici, l’organizzazione e il supporto delle mostre di arti visive, le borse di traduzione e pubblicazione di libri italiani, la promozione degli studi italiani e la cooperazione con le istituzioni locali nella pianificazione di vari eventi che si concentrano sulla musica, la danza, il cinema italiano , teatro, architettura, letteratura, filosofia ecc. sono solo alcuni esempi delle iniziative dell’Istituto. In conclusione, l’Istituto Italiano di Cultura di New York offre una “finestra aperta” sugli aspetti culturali e sociali dell’Italia passata e attuale. Sapendo tutto ciò che l’istituto offre, mi fa pensare a me stesso come una persona fortunata per aver potuto visitare un luogo così divertente, e come italiano mi sento ancora più fortunato a vedere quanto siamo ammirati negli Stati Uniti per la nostra cultura, la nostra lingua, la nostra storia e le nostre persone di talento. Orgogliosa è la parola che userei per esprimere come mi sentivo dopo aver lasciato questo incredibile luogo e dopo aver ammirato il talento di quelli del mio paese d’origine.

Sources :

https://iicnewyork.esteri.it/iic_newyork/en/istituto/chi_siamo/storia

https://consnewyork.esteri.it/consolato_newyork/en/il_consolato/la-sede

https://www.oldnyc.org/

 

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